Articoli | 05 Dicembre 2016 | Autore: Redazione

Ovam-Bosch: quando l’unione fa la forza

Ovam, in qualità di concessionario Bosch, chiama a raccolta per il meeting annuale le officine del network Bosch Car Service: un momento di incontro importante, per fare un bilancio e parlare degli sviluppi della rete.

 

Ha coinvolto più di 260 persone di circa 150 aziende (130 officine Bosch Car Service e 24 ricambisti partner) l’ultimo meeting organizzato da Ovam, concessionario Bosch per buona parte del Nord e Centro Italia.
Il meeting è andato in scena a Villa Torretta, Sesto San Giovanni (MI), lo scorso 22 ottobre.
Numeri da “protagonisti del mercato” che hanno portato Ovam a diventare il primo concessionario Bosch per fatturato e numero di officine gestite.
Un traguardo importante, raggiunto grazie a ingenti investimenti sull’organizzazione aziendale e sulla gestione commerciale. Insomma, mettendo le persone giuste al posto giusto, come quelle al fianco della rete: 11 uomini sul territorio dedicati a supportare i ricambisti per lo sviluppo del business e per il servizio alla rete di officine.
Oggetto della serata: la crescita di Ovam, le partnership, la comunicazione nazionale e locale e l’attenzione alle tecnologie del futuro che saranno gestite dalle officine più evolute.
Vediamo in dettaglio gli argomenti trattati.
 
Il cliente principale e quello strategico
Ad aprire le danze è stato Italo Baruffaldi, amministratore delegato e socio Ovam, che ha incentrato il discorso sulla partnership distributiva e sulla strategia di sistema.
Il messaggio rivolto alla platea è arrivato forte e chiaro: Bosch rappresenta per Ovam un partner strategico, ovvero un marchio in grado di legare tutta la filiera distributiva fino all’automobilista.
Un partner con il quale si possono delineare progetti e strategie che portano tutta la filiera a mantenere il proprio valore e a crescere nel futuro.
Ovam ha le idee chiare su questo punto e per spiegarsi meglio illustra la teoria del “cliente principale e quello strategico”.
In altre parole, l’officina è il cliente principale, mentre l’automobilista è il cliente strategico, perché sempre di più vorrà assumere un ruolo decisionale anche in un settore così tecnico.
“E - come afferma Baruffaldi - non possiamo rischiare che le sue decisioni siano incentrate solo sul prezzo e che siano solo condizionate dalle massicce campagne di comunicazione a favore del ricambio originale e della rete autorizzata”.
Un obiettivo che necessita di una strategia di sistema, che parte dal componentista già vicino all’automobilista (come Bosch appunto), ma che necessita anche di una distribuzione compatta e preparata. Da qui il nuovo progetto che Ovam svilupperà nel 2017 sui ricambisti: “Le piattaforme DOT”, con le quali distribuirà in modo integrato e condiviso prodotti, servizi e progetti.
 
Bosch e Ovam: i passi dell’evoluzione
Dopo questa prima anticipazione strategica, sul palco si sono alternati responsabili Ovam ed esponenti Bosch, creando un vero e proprio “palleggio di contenuti”, che ha permesso di affrontare con uno stile semplice e familiare concetti importanti.
Il primo è stato Alberto Fontana, che ha voluto dare visibilità alla squadra presente sul territorio, al loro ruolo e ai numeri che mese dopo mese hanno segnato una crescita, portando Ovam a coprire buona parte del Nord Italia, con 159 officine Bosch Car Service e 51 Autocrew, l’altra rete che fa capo a Bosch e che sempre di più occorre affiancare per rendere omogenea dal punto di vista commerciale.
Ottorino Ruini ha poi confrontato la crescita numerica con la crescita qualitativa della rete, indicando quali sono state le mosse vincenti per ottenere entrambi i risultati.
Si passa poi a Olivier Pontreau, che ha presentato i risultati in termini di contatti e visibilità per le officine Bosch Car Service, con l’iniziativa di sponsorizzazione Bosch del Giro d’Italia.
Una strategia diversa dalla comunicazione locale Ovam, portata avanti da Eleonora Simeone, che ha l’obiettivo di sviluppare la conoscenza dei contenuti e dei valori, non solo quelli specifici del progetto Bosch Car Service, ma anche quelli sviluppati da Ovam per le sue officine e quelli generali del settore aftermarket (qualità dei ricambi e mantenimento della garanzia).
 
Come “inseguire” l’automobilista…
Ormai non si parla più di fidelizzare l’automobilista, ma di stare al passo con le sue evoluzioni. L’azienda si trova quindi a effettuare un vero e proprio “inseguimento”, per studiare le nuove abitudini del suo cliente finale e strutturarsi velocemente per fornirgli ciò che vuole prima che lo cerchi altrove.
Di questa sfida, che oggi è inserita nel cosiddetto “internet of thing”, ha parlato Chiara Levati, illustrando situazioni semplici in cui già un automobilista vive la “connessione delle cose” (dal pullman alle macchinette del caffè nei bar).
“Questa stessa persona – prosegue Levati - oggi sta testando i primi esperimenti di connessione auto – meccanico e noi non possiamo farci trovare impreparati.
Ecco perchè Ovam sta valutando con Bosch alcuni progetti per offrire alla rete una soluzione di connettività su misura”.
Massimiliano Oliveri del Castillo ha illustrato nel dettaglio quanto Bosch sta portando avanti in Germania, facendo maggiore chiarezza su cosa potremo ottenere e su cosa la tecnologia studiata fino a questo momento non potrà ancora fare.
 

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Tags: officine network autoriparazione bosch ovam bosch car service convention

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