Articoli | 01 Dicembre 2016 | Autore: Alessandro Margiacchi

Social network: occhio al “mi piace”

Ecco una panoramica della situazione italiana delle reti sui social network: da Facebook e YouTube fino ad arrivare a Instagram. I network si fanno sempre più social? Probabilmente sì, vediamo cosa è successo rispetto al 2015.

 

Torna puntuale il nostro decimo aggiornamento dell’inchiesta reti, un aiuto per guardare al mercato della riparazione indipendente e alle sue trasformazioni con un focus sui social network, un fenomeno inarrestabile che coinvolge tutta la filiera. Da Facebook e Linkedin, a Twitter al canale Youtube fino ad arrivare a Instagram, i social network invadono il nostro paese e anche il mondo della riparazione non può di certo starne fuori. Il web, infatti, è una sorta di cartina tornasole ed è quindi uno strumento che valuta e categorizza. Ma non giudichiamo un’azienda da quanti mi piace ha, non bisogna “giudicare un libro dalla copertina”, è necessario avere dei contenuti e saperli divulgare. Ogni social network ha finalità diverse. Per esempio, Linkedin è la Social network: occhio al “mi piace” rete professionale più grande al mondo, utile per ampliare ulteriormente i propri contatti e prevede, rispetto agli altri canali, la condivisione di contenuti più formali e istituzionali. Altri canali come Facebook e Twitter, che garantiscono una maggiore interazione, aiutano a rimanere sempre in contatto con amici, colleghi e permettono di essere aggiornati sulle ultime promozioni e tendenze. Discorso diverso per YouTube, uno strumento utilizzato sempre di più nel settore della riparazione dai singoli componentisti per mostrare, per esempio, una sostituzione o una riparazione complessa. Ma attenzione, sul web gira un po’ di tutto: è importante sapere quali informazioni arrivano all’utente e usare la trasparenza come arma per contrastare le informazioni fasulle o perlopiù approssimative. Ma veniamo al dunque: perché utilizzare i social network? Come stanno andando le pagine ufficiali delle reti prese in considerazione? Abbiamo provato a darvi una risposta.




Funzionano i social network?
Se consideriamo che 21 milioni di italiani (fonte: Panorama) accedono a Facebook ogni giorno, la risposta alla nostra domanda è abbastanza ovvia e anche il nostro Osservatorio mostra che di anno in anno i “likes” alle pagine crescono e non sembrano fermarsi. La maggior parte delle reti, presenti nella nostra inchiesta, sono sbarcate già da molti anni sul mondo virtuale: molte di queste, infatti, iniziarono a muovere i primi passi già dal 2009, mentre altre già dal 2008. Una data significativa se pensiamo cheFacebook è stato fondato solamente nel 2004 e che ad oggi supera il miliardo di iscritti in tutto il mondo. Navigando tra le pagine online è chiaro che, rispetto all’anno scorso, i “likes” sono molti di più (vedi tabella): tutte le fanpage hanno visto un incremento, ma in particolare ottimi risultati arrivano da alcuni network: Magneti Marelli Checkstar che, rispetto al 2015, vede un +49.171 likes, seguito da Fiamm (+7.015), PuntoPro (+3.667) e "a posto" Rhiag (+3.395). Il web quindi rappresenta una sfida importante, a cui è anche bello partecipare, ed è motivo anche di soddisfazioni. Per prima cosa è necessario essere presenti, ma soprattutto “attivi”: più post condividi, più probabilità hai di raggiungere il maggior numero di persone e ampliare ulteriormente i propri contatti fino a raggiungere l’automobilista. Per essere attivi, quindi bisogna condividere. Ma cosa si pubblica? Durante la nostra ricerca, navigando tra le pagine, abbiamo constatato che i post pubblicati riguardano tutto ciò che gira intorno al veicolo, a partire dai consigli di manutenzione e cura dell’auto, consigli per la sicurezza, notizie di attualità di mercato e normative. Insomma, dare luce propria ad argomenti importanti, che spesso vengono trascurati, e creare un dibattito virtuale. Quindi, si può affermare che sono mezzi di comunicazione efficaci?
Se usati con moderazione e correttezza, probabilmente sì. Soprattutto perché è uno scambio rapido e diretto di informazioni con i clienti.
Un modo per essere più vicino ai partner e per lo scambio di conoscenze. I follower sono sempre tenuti aggiornati in modo rapido sulle novità della rete e possono confrontarsi in appositi forum lanciati dalle aziende per creare un clima familiare e di dibattito (costruttivo) continuo. In poche parole: i social network sono una piattaforma di promozione e sviluppo della rete, che permettono di dare visibilità al marchio e alle officine aderenti.

Chi entra in questi network?
Nate con lo scopo di “combattere le case auto”, cosa cerca l’autoriparatore nelle reti? Innanzitutto, risparmio sugli acquisti, tanti servizi in termini di formazione e aggiornamento, ma anche opportunità di business. Inoltre, coloro che entrano a fare parte di un network, sono alla ricerca di un gruppo che gli dia un’identità, una formazione, una professionalità e una capacità di rimanere competitivo sul mercato con tutti gli struamenti necessari, tra cui il web. Come abbiamo già detto il mondo virtuale in generale, ma soprattutto Facebook è una sfida. Non tanto per la sua difficoltà, ma per chi trovi online. Sono infatti molteplici i cosiddetti “Fake”, individui che fingono di essere una persona e sabotano l’attività degli altri, divulgando anche informazioni scorrette. Nelle fanpage, inoltre, abbiamo notato che le pagine sono molto attive, ricche di commenti e confronti. Ciò significa che i follower sono interessati, vogliono sapere, vogliono confrontarsi, insomma vogliono far sapere la propria opinione. Chi gestisce una pagina ne deve essere consapevole e deve imparare a saper accettare un parere diverso dal proprio, non attaccando, ma ascoltando e dicendo il proprio punto di vista con moderazione e attenzione al cliente. Un altro modo efficace è senz’altro quello di coinvolgere gli iscritti. Sono molte le aziende che sulle loro pagine ufficiali condividono indovinelli, video divertenti e concorsi a cui i clienti partecipano con entusiasmo, per esempio in un momento di pausa dal lavoro. È quindi sempre più chiaro che Facebook sta riuscendo pienamente nel suo obiettivo: costruire una community per fare gruppo e creare opinioni.

Raggiungere il consumatore finale…
I social network, vuoi o non vuoi, sono un canale privilegiato, che mette in contatto diretto e immediato rete, officina e automobilista. In particolare, il consumatore finale ricopre sempre di più un ruolo strategico. Nei social network domanda e offerta si incontrano per permettere agli affiliati di confrontarsi in maniera costruttiva, ma anche con gli automobilisti che ormai sono al centro di campagne promozionali mirate e vero terreno di conquista per aumentare il traffico in officina. Sono molte, infatti, le società che puntano proprio a lui, e gli automobilisti rispondono. Per esempio nel portale Club In Buone Mani di Cravedi sono ben 3.044 gli automobilisti iscritti (dato aggiornato al 22 novembre 2016) che possono consultare le schede degli autoriparatori, registrarsi gratuitamente e usufruire di promozioni speciali. Discorso simile per la pagina facebook "a posto" Rhiag che utilizza soprattutto la fanpage per comunicare tutti i servizi agli automobilisti, promozioni, concorsi o convenzioni. Insomma, Facebook si rivela uno strumento alla portata di tutti, che offre possibilità di aggiornamento e informazione a tutti coloro che ne fanno parte. Internet può essere inoltre una fonte di informazione tecnica importante e molte aziende lo utilizzano per creare portali, caricare tutorial e gestire forum dove gli autoriparatori possono informarsi e aderire a concorsi. Ma non solo. Abbiamo chiesto alle aziende della nostra inchiesta quale tipo di attività svolgono sui social. Condividere eventi e meeting, divulgare schede tecniche, diffondere messaggi istituzionali, postare foto e video così da attirare l’attenzione dei clienti, corsi di formazione, fiere, ma soprattutto valorizzare l’aspetto professionale degli autoriparatori, fondamentale per un servizio di qualità. Ecco questi sono in linea di massima i principali motivi che spingono le aziende a utilizzare i social network e ad aggiornarli quotidianamente.

Twitter, YouTube, Linkedin e Instagram?
Iniziano a farsi spazio anche gli altri social network nel mondo della riparazione. Non raggiungono di certo il livello di popolarità di Facebook, ma sono comunque dati da prendere in considerazione per fornire una panoramica completa. Ma andiamo con ordine. Dalla nostra ricerca emerge che su 25 network, 11 sono sbarcati su YouTube. La piattaforma è un ottimo mezzo di comunicazione, se usata nella maniera corretta. Gli iscritti ai canali possono vedere attraverso i loro occhi una riparazione complessa, oppure, come nel caso della rete Lovato Gas Point, pubblicare tutorial inerenti alle installazioni. Tra le aziende che utilizzano YouTube spicca fra tutti il canale Bosch Car Service, che dal 16 giugno 2009 ha raggiunto 1.046.738 visualizzazioni (dato aggiornato al 5 dicembre 2016). A seguire Twitter, il servizio che fornisce agli utenti una pagina aggiornabile tramite messaggi di testo con lunghezza massima di 140 caratteri. Al momento “cinguettano” otto aziende: sul podio troviamo Delphi con 3.916 follower, Magneti Marelli Checkstar con 1.189 iscritti e BRC Gas Equipment, che conta 1.036 seguaci (dati aggiornati al 5 dicembre 2016). In sordina invece Linkedin, che ad oggi viene utilizzato da cinque aziende per lanciare contenuti più formali e istituzionali, in questo caso è sempre Delphi al primo posto con 2.763 follower, seguito da Lovato Gas Point con 1.333 collegamenti e da Asso Service, 178 collegamenti. Chiude la lista Instagram, il social network che permette di scattare foto, utilizzare filtri e condividere i contenuti con i propri follower, per esempio in caso di importanti eventi e sponsorizzazioni nell’ambito delle competizioni motoristiche. Qui, delle aziende prese in esame, sono tre le società che utilizzano l’app: Magneti Marelli Checkstar conta 5.016 follower, PuntoPro registra 289 seguaci e, infine, Midas Italia con 9 iscritti (dati aggiornati al 5 dicembre 2016).

Photogallery

Tags: social network

Leggi anche

APPROFONDIMENTI | 01/07/2016Automechanika 2016: #amff16