Articoli | 01 Dicembre 2016 | Autore: Redazione

L’officina del futuro secondo Bosch

L'elaborazione intelligente dei dati, l'Internet delle cose (IoT) e il maggiore collegamento in rete dei prodotti con il loro ambiente rappresentano enormi potenzialità. Vediamo le novità di Bosch per l’officina di domani.

 

Come cambia il lavoro dell’autoriparatore se l’auto è connessa? Dipende molto dagli strumenti che si hanno a disposizione. Un’officina 4.0 sarà facilitata nel suo lavoro quotidiano da strumenti che facilitano la prenotazione e la programmazione degli interventi d'officina e migliorano i processi di lavoro. Se l’auto è connessa, i dati del veicolo e la cronologia delle riparazioni sono già disponibili quando il veicolo arriva in officina. Inoltre, i dati vengono scambiati automaticamente fra le attrezzature diagnostiche e i tecnici dell'officina possono accedere a importanti informazioni dei costruttori in tempo reale.
Pensando a questa officina del futuro (neanche tanto lontano) ecco che Bosch ha messo a punto diverse soluzioni per l’officina 4.0, che ha presentato a settembre in occasione della fiera Automechanika Francoforte.
 
L'officina connessa: Bosch Connected Repair
La prima novità presentata in anteprima a Francoforte è il software Connected Repair, che collega tra di loro le attrezzature diagnostiche Bosch già presenti in officina.
Una volta raccolti, i dati dei veicoli vengono immediatamente messi a disposizione su tutti gli altri sistemi computerizzati. Per accedere ai dati di un veicolo già identificato, l'utente dovrà semplicemente inserire nella stazione di lavoro la targa del veicolo o il numero del telaio (VIN).
Nei successivi appuntamenti con l'officina, non sono necessarie ulteriori identificazioni. Con il numero di targa o il VIN, la storia completa del veicolo con tutti i risultati dei test sarà accessibile da qualsiasi stazione di lavoro. Inoltre, il software utilizza un innovativo sistema di identificazione che consente di integrare i parametri specifici delle varie apparecchiature di prova per riutilizzarli negli interventi successivi, riducendo i tempi di preparazione delle stazioni di lavoro, semplificando i processi ed evitando inutili interventi doppi.
Con la funzionalità fotografica, le condizioni del veicolo possono essere documentate e inserite in un protocollo standardizzato stampabile, consentendo all'officina di informare i clienti delle riparazioni necessarie in modo trasparente.
Il software viene attivato per il collegamento con tutta l'officina per mezzo di un codice di attivazione che può essere utilizzato su qualunque computer dell'officina.
Per garantire prestazioni ottimali, Bosch raccomanda di configurare un server separato in cui salvare a livello centralizzato i dati sul ciclo di vita dei veicoli così da potervi accedere da qualsiasi stazione di lavoro. Per mezzo di un'interfaccia standard è anche possibile il collegamento con la maggior parte dei sistemi di dealer management.
Al momento della presentazione di Bosch Connected Repair era già possibile collegare le seguenti attrezzature Bosch: ACS 752 stazione di carica climatizzatori; ESI[tronic] 2.0 / KTS 5xx, pacchetto software di officina; FWA 9000 e FWA 4630, sistemi di controllo assetto ruote; FSA 500, analisi dei sistemi del veicolo.
A seguire saranno integrati anche i seguenti sistemi: FSA 7xx, analisi dei sistemi del veicolo; HTD 815, centrafari; BEA 750, analizzatore di emissioni.
 
Realtà aumentata per avere tutto sott'occhio
La realtà aumentata sembra ancora fantascienza, ma Bosch, così come altri major player del settore, stanno dimostrando con le loro proposte che si tratta di una possibilità molto concreta e decisamente utile.
In pratica, grazie a questo soluzioni, il meccatronico di oggi ha la possibilità di accedere facilmente e al “momento giusto” alle informazioni essenziali aggiornate relative a un certo prodotto, così da risparmiare tempo durante la riparazione.
Cosa cambia rispetto a prima? Che le informazioni sono accessibili immediatamente grazie a una semplice occhiata. Utilizzando un tablet o degli "smart glass" e puntando la fotocamera integrata nel dispositivo direttamente sulla parte del veicolo per la quali sono necessarie informazioni aggiuntive, è possibile vederle direttamente nell'immagine reale: testi esplicativi e istruzioni, manuali o schemi elettrici, oggetti tridimensionali oppure foto o video.
Ad esempio, si possono visualizzare componenti o cablaggi nascosti, una caratteristica molto apprezzata dai meccatronici, che consente di ridurre del 10-15% il tempo necessario per eseguire le riparazioni complicate.
Per creare applicazioni efficienti di realtà aumentata, Bosch ha creato la Common Augmented Reality Platform (CAP), che consente di integrare in modo semplice e rapido contenuti digitali e visivi per esempio nella documentazione tecnica. Questo sistema funziona indipendentemente da tecnologie di tracking e rendering specifiche.
Bosch prevede che le prime officine lavoreranno con applicazioni di realtà aumentata entro il 2018.
 

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Tags: bosch auto connessa

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